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Perchè si cambia lavoro?

Di questi tempi quasi tutti i blog  parlano di difficoltà economiche, di tempi di crisi, di aziende che non assumono e in tanti sono pronti a sfornare trucchi, manuali e strategie per conquistare un agognato posto di lavoro.

Ma i datori di lavoro in tempi di crisi cosa fanno?

Sono pronti a tenersi i talenti migliori aspettando la rimonta oppure no?

Beh, stando ad un’ultima ricerca di provenienza USA, pare proprio di no.

Sembra infatti che a Gennaio 2012 quasi il 30% delle ricerche di personale sono nate per  rimpiazzare quei lavoratori che avevano scelto di cambiare azienda.

Pare proprio che i dipendenti e i collaboratori delle aziende stiano gradualmente riconquistando fiducia in se stessi e nelle potenzialità del mercato e se prima molti erano riluttanti a lasciare il vecchio lavoro per l’ignoto, ora i numeri mostrano esattamente il contrario.

E’vero, siamo in Italia, ma la storia ci insegna che gli Stati Uniti non fanno altro che precorrere i tempi rispetto a noi quindi è utile che capufficio, direttori HR e uffici del personale stiano ben in guardia per dare una rispolverata ai piani di incentivazione interna per blindare i talenti migliori.

Ma perchè i lavoratori scelgono di cambiare?

Secondo Payscale nel 2011 il propulsore al cambiamento più grande per i lavoratori è stato il desiderio di guadagnare di più altrove, un’altra ricerca di un’importante società di consulenza, la Gallup ha evidenziato che circa un terzo degli addii in azienda sono stati causati dalla mancanza di prospettive di carriera e di crescita professionale.

L’importanza delle relazioni

Se siete a capo di una squadra o coordinate persone ricordate che uno dei tre motivi che spinge più di frequente le persone a cercare un altro posto di lavoro è il cattivo rapporto con i superiori.

Dare il giusto riconoscimento

La APA (American Psychological Association) ha intervistato più di 1.700 dipendenti e oltre la metà di coloro che hanno dichiarato di sentire sottostimate le proprie capacità professionali si sono messe in cerca di una nuova occupazione.

Altri elementi da tenere in considerazione

Il Saratoga Institute che pure ha condotto una ricerca sui motivi che spingono i lavoratori a cambiare impiego ha identificato altri sei fattori molto influenti in questa decisione:

1. Mancanza di formazione

2. Eccessivo carico di lavoro

3. Mancanza di strumenti e risorse adeguate allo svolgimento del lavoro

4. Scarsa cooperazione tra i membri del gruppo

5. Scarsa comunicazioni con capi e subalterni

6. Scadenti abilità di leadership da parte delle figure di coordinamento

Di certo il turn over del personale non è in assoluto un male da evitare sempre e comunque: ci sono infatti dei casi in cui l’abbandono dell’azienda da parte di alcuni permette l’ingresso in azienda di persone mature e adatte al ruolo, oltre al fatto che il turn over può essere dovuto alla crescita interna di chi è già in azienda. Tuttavia abbiamo ritenuto di segnalare alcuni tra gli elementi maggiormente influenti nella scelta di cambiare lavoro al fine di poter elaborare opportune strategie di mantenimento e incentivazione dei best performer.

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